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Va bene tutto

Eternal sunshine of the spotless mind

Anche se in ritardo sulla tabella di marcia, non è lunedì senza la storia vera di Abbiamo le prove. Chiara ci racconta della fine di una storia.

Va bene tutto, Daniele, ma non va bene che mi lasci. Mi puoi insultare, sbattermi fuori di casa per qualche ora, decidere che non vuoi sentirmi al telefono o che magari non vuoi vedermi e farlo per davvero ma lasciarmi proprio no, hai sbagliato di grosso, non hai capito niente. Abbiamo vissuto tutto io e te. Ci amavamo ancora prima di conoscerci a fondo. E tu lo sai benissimo che era successo tutto così, quando ti avevo visto con quel tuo sorriso che si sporge solo da un lato e avevo pensato, questo qui io lo amo già, e tu pure. Lo so perché me l’hai detto, perché te l’ho letto in faccia, quel giorno. Quindi non può accadere. Non è possibile che io e te non stiamo assieme. Che non ci prendiamo quella casa in mezzo al verde di cui parlavamo, che non ci sposiamo al mare, che non facciamo quei tre/quattro figli coi capelli scuri e gli occhi blu. Può succedere di tutto al mondo, ma non può esistere una Laura senza Daniele e un Daniele senza Laura.

Prendila come una dichiarazione, un gesto di follia, un messaggio da stalker. Non mi importa più di niente. Tu dicevi che non vuoi essere come i tuoi amici. I tuoi amici hanno relazioni finte, si prendono in giro, costruiscono un amore fondato sul nulla. Io e te non abbiamo mai fatto niente di tutto questo. Non ci siamo mai lasciati, mai. Nemmeno quando tu sei andato con quella là. E nemmeno quando ti ho raccontato quella balla colossale che sembrava aver distrutto tutto. Non è mai successo e sai perché? Perché ci siamo sempre amati io e te. E ci amiamo ancora, lo so. So che mi ami e che mi amavi anche quando mi avevi bloccata su tutti i social network perché soffrivi nel vedere che esistevo senza di te. Ma io, Daniele, esisto solo a metà se tu non ci sei. Quindi non puoi andartene. Te lo impedisco, non te lo permetto, farò come avevo già fatto quella volta che mi sono piazzata a braccia spalancate dalla porta di casa. Non ti ci faccio passare di qua. E lo dico a tutti, lo urlo per le strade, che ti amo e tu ami me. Hai fatto una cazzata a lasciarmi, non dovevi farlo. Te la farò pagare se non torni, te lo giuro, mi piazzo sotto casa tua, mi metto in ginocchio, mi faccio trovare al lavoro, vado dai tuoi amici. Te ne pentirai e alla fine sarai stremato e lo capirai pure tu che hai fatto una gran stronzata ad andartene così.

Mi avevi promesso che saresti rimasto sempre. Mi avevi detto che mi amavi e che amavi il pacchetto completo di Laura. Che non te ne saresti andato mai. Che sarebbe potuto succedere di tutto e invece ora? Ora che cosa è rimasto a me? Non posso, lo capisci che non posso accettarla questa tua decisione? Eri tutta la mia famiglia, sei tutta la mia famiglia. Sei mio padre, mia madre, mio fratello. Sei il mio migliore amico. Come fai a sparire così, nel nulla, quando c’è stato tutto questo? Come fai dopo tutti questi anni, dopo le liti, dopo l’amore che abbiamo fatto? Sei uno stronzo. Un grande stronzo e te la farò pagare questa cosa, questo tuo lasciarmi e sparire. Prenderò tutte le nostre foto, tutti i regali che ci siamo fatti, prenderò pure il computer che ho comprato insieme a te, i libri, le mie storie preferite, il Bonsai che ti ho regalato a Natale. Prenderò ogni cosa, la getterò in un fosso e brucerò tutto quanto, e urlerò, in direzione di quel falò, che sei stato un pezzo di merda. Che mi hai solo presa in giro per tutto questo tempo e che le parole sussurrate in un orecchio mentre godi non valgono niente, sono solo vuote come il tuo arido cuore.

Lo sai che cosa succede quando fai incazzare una donna? Succede che te la vedi brutta amico mio, ti devi cercare un bel nascondiglio perché lei ti troverà. Io ti troverò e ti farò male, tanto male quanto tu l’hai fatto a me e alla fine mi dirai, Va bene, ok, torno, scusa.

Ecco bravo, torna. Perché io non ci sto, non voglio entrarci in questo gioco, non voglio vederti andare via. Non sono pronta, non così, ti prego, Daniele, ti prego, non lasciarmi ancora. Resta. Resta con me. Senti che ti amo? Che sarò sempre qui, qualunque cosa accada, dovunque andrai, sempre, io ci sarò. Non ti lascerò mai. Sentimi, ti prego. Pensa alla luna, a quella volta che l’abbiamo vista che sembrava un palloncino sul punto di esplodere. Ricordati di quando ero in Alaska e mi avevi detto che mi amavi, che non mi avresti lasciata mai. Te lo ricordi? Io sì. Mi ricordo di come hai sorriso quando sono tornata, di come hai pianto quando me ne sono andata. Ho le tue braccia ancora addosso, il tuo respiro sulla pelle. Ho questo amore che non posso lasciare andare e vorrei che te lo prendessi e lo portassi via con te, che mi salvassi almeno da questo.

Se proprio devi andare via, portami con te, fammi spazio lì dove sei, tienimi ancora per mano, non farmi stare qui da sola, in questo mondo in cui tutto è pericoloso, senza di te. Non lasciarmi qui davanti a questo letto d’ospedale vuoto, andiamocene insieme, Daniele, non farmi continuare mentre tu sei a fluttuare da qualche parte nell’universo.

Sto scrivendo questa lettera vuota e infame e ti odio perché alla fine te l’ho sempre detto che nemmeno ci credo al paradiso, ma da quando sei morto guardo sempre il cielo. Ti amerò per sempre, Daniele, ovunque tu sia.

 


Chiara Stefanacci, nata a Genova nel 1992, dove si è laureata all’Accademia Ligustica di Belle Arti e, attualmente, studia Storia dell’Arte all’Università. Ha scritto un romanzo come tesi di laurea senza però volerlo pubblicare, da allora non ha mai smesso di scrivere. Ama leggere, mangiare il cibo cucinato da altri e sogna di fare il giro del mondo. Il suo primo racconto è stato pubblicato dalla rivista Squadernauti, ma, ogni tanto, scrive qualcosa sul suo profilo Facebook.