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LOL e tribunali possono andare d'accordo

alice in wonderland

 

Prima di tutto,‭ ‬vorrei fare una precisazione.‭ ‬Io odio l’abuso dell’aggettivo‭ “‬kafkiano‭”‬.‭ ‬Il povero Kafka qui in Italia è trattato malissimo,‭ ‬e mi chiedo sempre‭ – ‬perché sono una snobbona‭ – ‬se qualcuno di quelli che dicono quanto questo o quello sia kafkiano abbiano effettivamente letto Kafka.‭ ‬Ma non‭ ‬La metamorfosi,‭ ‬facile,‭ ‬poi possono barare tutti perché lo sanno tutti di cosa parla.‭ ‬Tipo‭ ‬Il processo.‭ ‬O quel racconto pazzesco che il prof di italiano ci fece analizzare in classe e nessuno di noi sapeva cosa dire,‭ ‬quello,‭ ‬Di fronte alla legge‭ (‬che in realtà sta dentro‭ ‬Il processo ma funziona un po‭’ ‬per conto suo,‭ ‬è la sempiterna‭ ‬mise en abyme‭)‬:‭

C’è un omino che è stato convocato davanti alla legge ma un guardiano,‭ ‬il primo di una lunga serie di guardiani sempre più potenti,‭ ‬gli dice che per ora non può entrare.‭ ‬Deve aspettare.‭ ‬L’omino lo riempie di domande,‭ ‬non si capacita che la legge sia inaccessibile,‭ ‬dice ma non è per tutti‭? ‬Prova a corrompere il guardiano,‭ ‬si piazza lì,‭ ‬aspetta,‭ ‬invecchia,‭ ‬invecchia.‭ ‬In punto di morte,‭ ‬ancora sullo sgabellino,‭ ‬l’omino chiede al guardiano:‭ ‬ma perché non è venuto nessun altro a provare a entrare‭? ‬E il guardiano:‭ ‬perché questa porta la potevi passare solo tu.‭ ‬Ora la chiudo.‭ ‬Ciao.‭

Insomma,‭ ‬io odio l’abuso del termine‭ “‬kafkiano‭”‬,‭ ‬ma questo è ciò che mi è accaduto nei giorni scorsi.

 

Mi chiama mio padre,‭ ‬tutto preoccupato,‭ ‬e mi fa:‭ ‬-‭ ‬Silvia.‭ ‬È arrivato a casa un avviso di giacenza di atti giudiziari.‭ ‬Devo sapere qualcosa‭?

Io:‭ ‬-‭ ‬Sarà una multa.‭ ‬Manda mio fratello a ritirarla,‭ ‬tanto sarà roba sua.‭

Fratello:‭ ‬-‭ ‬Speriamo di no,‭ ‬che palle.‭

Porto a mio fratello la deleghina firmata e la carta di identità e tutto quanto e lui va a ritirare il famigerato plico.‭ ‬Mentre sono al lavoro,‭ ‬il giorno stesso,‭ ‬lui‭ ‬mi chiama per dirmi che si tratta di una convocazione al tribunale di Siena,‭ ‬piazza della Lizza,‭ ‬il giorno X all’ora X,‭ ‬per testimoniare nel processo a carico di Ipsilon.

-‭ ‬CHI‭?

‬-‭ ‬Ipsilon.

-‭ ‬E chi cazzo è‭ ?

-‭ ‬Se non lo sai tu.‭

Provo a informarmi,‭ ‬niente è dato sapere,‭ ‬nemmeno la ragione del processo.‭ ‬Nella mia testa,‭ ‬il vuoto siderale.‭ ‬Se non vado,‭ ‬devo pagare cinquanta euro di multa più una cifra imprecisata per le spese che la mia assenza comporterà.‭ ‬Se vado,‭ ‬mi perdo un giorno di lavoro ma sono giustificata.‭

Ma quindi di che si tratta‭?‬,‭ ‬mi chiedono.‭ ‬Non ne ho idea,‭ ‬rispondo.‭ ‬Inizio a dirmi che potrebbe riguardare il mio breve percorso politico in università,‭ ‬che chiaramente ha coinciso con le elezioni del rettore e tutto il casino che ne è conseguito,‭ ‬ma ho provato a sentire qualcun altro dei kompagni e nessuno sa niente,‭ ‬e soprattutto questo nome non dice niente a nessuno.

 

Arriva il giorno X all’ora X e io non so ancora chi è la donna in grassetto nella mia convocazione,‭ ‬ho pure cercato su Facebook ma viene fuori una tizia supertruccatona e superbionda che non penso sia qualcuno che posso conoscere.‭

Mi presento in tribunale.‭ ‬Sbaglio porta.‭ ‬Chiedo in portineria.‭ ‬Mi dicono di entrare lì e aspettare.‭

-‭ ‬Sì,‭ ‬ma cosa‭?

-‭ ‬Che la chiamino.‭

Mi siedo in un posto a caso,‭ ‬vado dalla cancelliera lì al banco del giudice per chiederle se devo in qualche modo registrarmi,‭ ‬se mi fanno un giustificativo,‭ ‬e lei mi risponde:‭ ‬-‭ ‬si sieda,‭ ‬dopo.‭

Mi siedo,‭ ‬aspetto.‭

Passa un po‭’ ‬di tempo,‭ ‬il giudice alla fine,‭ ‬parla a voce bassissima,‭ ‬dice il nome di Signorina Ipsilon.‭ ‬Io mi alzo in piedi,‭ ‬lui fa‭ ‬-‭ ‬…‭ ‬idshoishofsiSignorina Ipsilon‭? ‬-‭ ‬,‭ ‬-‭ ‬No,‭ ‬io non sono Signorina Ipsilon,‭ ‬sono a testimoniare per questa…‭ ‬-‭ ‬-‭ ‬Silvia Costantino‭? ‬-‭ ‬-‭ ‬Sì.‭

-‭ ‬Che vuole fare‭?

-‭ ‬Eh‭?

-‭ ‬Vuole rimettere querela o andare avanti‭?

-‭ ‬…‭ ‬eh‭?

Un tipo con la toga seduto di fronte al banco,‭ ‬presumo avvocato anche se non ho idea di quale sia il suo ruolo,‭ ‬presumo quello che nei film si chiama‭ “‬l’accusa‭”‬,‭ ‬fa:‭ ‬-‭ ‬Giudice,‭ ‬può riassumere il caso‭?

(sospiro di sollievo‭)

-‭ ‬Una storia di truffe telematiche.‭

ORA MI RICORDO‭! ‬È la storia di quando sono stata così imbecille da caricare dei soldi sulla Postepay a un indirizzo email improbabile che mi aveva fornito il nome e il codice fiscale di una tipa.‭ ‬E chiaramente poi scomparve,‭ ‬e io incazzatissima feci denuncia alla polizia postale e poi più niente seppi.‭ ‬Voi direte:‭ ‬ma non lo sai che non si caricano le Postepay altrui così per sport‭?‬ Dico:‭ ‬lo so,‭ ‬ora lo so ancora di più,‭ ‬ma capitemi,‭ ‬mi avevano appena rubato la mia amata Nikon,‭ ‬mi stavo innamorando di una persona del mio stesso sesso e la cosa mi sballava alquanto,‭ ‬tanto più che la persona in questione era fidanzata,‭ ‬ero sotto tesi,‭ ‬avevo cambiato argomento della tesi ottanta volte,‭ ‬il mio relatore non dava cenni di preferenze,‭ ‬di giorno facevo il servizio civile per campare e scrivevo di notte,‭ ‬insomma,‭ ‬il truffatore giusto al momento giusto.‭

Giudice:‭ ‬-‭ ‬Ci pensi signorina,‭ ‬con calma.‭

-‭ ‬A cosa‭?

-‭ …‬Se vuole rimettere denuncia o andare avanti.‭

-‭ …

Il giudice interpreta la mia faccia stranita:‭ ‬-‭ ‬Vuole lasciar perdere o testimoniare‭? ‬Decida,‭ ‬in tranquillità.‭

Chiama qualcun altro per un altro processo,‭ ‬io mi risiedo,‭ ‬tiro fuori l’iPad,‭ ‬apro GMail e cerco Signorina Ipsilon e tadaaaan,‭ ‬eccola lì in tutto il suo splendore patacca,‭ ‬la corrispondenza email che ho inoltrato con tanto di dati ip alla polizia postale‭ (‬e così si sgama anche il fatto che stessi mandando email per cavoli miei durante il lavoro,‭ ‬visto che la provenienza è la sede dell’ARCI di Siena‭)‬,‭ ‬con preghiera di conferma di ricezione mai confermata.‭ ‬Rileggo tutto.

-‭ …‬signorina‭?

-‭ ‬Eh‭?

-‭ ‬Che vuole fare‭?

-‭ ‬Scusi,‭ ‬ma se proseguo che succede‭? (‬sottotesto:‭ ‬devo spenderci dei soldi‭?‬)

-‭ ‬Niente,‭ ‬lei depone la sua testimonianza,‭ ‬siccome non si è costituita parte civile non recupererà i suoi soldi,‭ ‬depone e poi ha finito.‭

-‭ ‬Vabbè.‭ ‬Già che ci sono,‭ ‬depongo.‭

LE FACCE DEGLI AVVOCATI E DEL GIUDICE.

-‭ ‬Quindi continua‭?

-‭ ‬Sì.‭

-‭ ‬Bisogna trovare l’avvocato difensore.‭

Passa il tempo,‭ ‬l’avvocato non si vede,‭ ‬intanto un tipo decide di lasciar perdere per un’altra querela e prima di andare via mi dice:‭ ‬-‭ ‬hai fatto bene,‭ ‬ma sai,‭ ‬si perde troppo tempo.‭

Arriva l’avvocato:‭ ‬-‭ ‬Sì,‭ ‬ma dovrei leggermi‭ ‘‬ste carte prima di procedere.‭

-‭ ‬Lei ha diritto a una sospensione ad horas.‭ ‬Ci vediamo alle‭ ‬11:30.‭

 

Sono le‭ ‬10:30‭ ‬e io non so che fare.‭ ‬Fumo un cicchino,‭ ‬aggiorno la famiglia,‭ ‬chiacchiero con un amico avvocato incontrato lì,‭ ‬cazzeggio al telefono,‭ ‬rileggo le mail,‭ ‬gioco a Puzzle Bubble.‭ ‬Alle‭ ‬11:15‭ ‬rientro.‭ ‬Intanto si sta consumando la tragedia di una donna che non può portare la figlia molesta in aula perché la figlia non è testimone e quindi la bambina rimane fuori a fare i suoi interrogatori personali a tutti i presenti.‭

 

Alle‭ ‬11:35‭ ‬mi chiamano.‭ ‬Mi fanno piazzare al BANCO DEI TESTIMONI‭ (‬non mi viene la colonna sonora:‭ ‬guardo troppo pochi legal drama‭)‬.‭ ‬Giuro di dire la verità nient’altro che la verità,‭ ‬e mi fanno raccontare tutta la storiella della mia imbecillità.‭ ‬Tra l’altro il mio amico avvocato è in aula e io mi vergogno troppo.‭ ‬Mentre parlo,‭ ‬con il diritto all’ausilio della memoria tramite supporto informatico‭ (‬posso leggere le mail dall’iPad‭)‬,‭ ‬una donna seduta accanto al giudice fa una telefonata:‭

-‭ ‬Salve,‭ ‬sono Zeta del tribunale di Siena.‭

(…)

-‭ ‬Lei mi conferma il decesso di Signorina Ipsilon‭?

(…‭)

-‭ ‬Conferma.‭

Si gira verso il giudice:‭ ‬-‭ ‬Conferma.‭

Io mi giro verso di loro,‭ ‬continuando a parlare,‭ ‬infilando quelle poche unghie che ho nel palmo per non schiantare a ridere.‭

Il giudice invece non ce la fa,‭ ‬e sbotta in un risolino.

-‭ ‬Signorina,‭ ‬a questo punto credo di non avere più domande.‭

-‭ ‬Eh.‭

-‭ ‬Arrivederci.‭

 

Mi alzo,‭ ‬vado dalla cancelliera,‭ ‬prendo il giustificativo,‭ ‬inciampo tre quattro volte mentre esco,‭ ‬fuori nevica di brutto,‭ ‬chiamo al lavoro e dico che non arriverò mai prima delle quattro quindi è inutile che vada,‭ ‬mi faccio venire a raccattare dalla persona di cui sopra,‭ ‬partiamo,‭ ‬passiamo tre ore in mezzo alla neve per fare la Siena-Firenze.

Almeno ho imparato a montare le catene.

 

 

Silvia Costantino tanto ha letto che vuole lavorare con i libri. Intanto ha imparato a fare (quasi) ottimi cappuccini e a lasciare le mance al ristorante. La si trova sulla rivista online 404: file not found  per le cose serie, per tutto il resto su Twitter, Flickr e sul blog  Giorgeliot