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Mentre il mondo cade a pezzi, tu vai a correre un’oretta

Photo Credit: jacsonquerubin via Compfight cc

 

 

Li vedo subito quelli tra voi. Li annuso quasi. Conosco il significato nascosto delle vostre parole. La corsetta. Un giretto in bici. Il monitoraggio del battito cardiaco. Le prove sotto sforzo. Il senso della prestazione. Il negare l’ossessione.

Adesso siete molto più visibili. Perché non rinunciate no, a raccontarlo al mondo intero. Foto, progressi, attrezzature. Runkeeper, Moves, Runtastic. Tutti devono sapere. Malattie del nostro tempo.

 

Anche io sono stata una di voi. In piscina a contare le vasche. Ad aggiungerne quattro ogni volta. A rincorrere una lepre più veloce. A giudicare lo stile con l’occhio esperto. A trascinare tutta la famiglia nella mia ossessione. A mangiare riso farro fibre pane integrale insalata barrette bustine integratori. A evitare bevande gasate e alcolici. A sfiorare la crisi di nervi se non riuscivo a ritagliarmi il tempo per lo sport. A mettere la sveglia tutti i giorni alle sei e mezza anche in vacanza. A organizzare tutte le mie giornate in funzione di quel momento. Ad essere pacificata solo dopo. A negare tutto, faccio solo un po’ di sport.

E quel delirio di onnipotenza del fisico che risponde a tutto. E quel momento in cui qualunque indumento tu decida di indossare ti sta benissimo. E ignorare ignorare chi ti dice sei troppo magra mi fai spaventare mangia rilassati bevi qualcosa lallalalala con le mani sulle orecchie io sto benissimo lo sguardo gelido tu piuttosto dovresti curarti di più. E la soddisfazione nascosta, profonda, intima. E la tua relazione che crolla quando prendi la borsa e chiudi la porta e i figli che ti guardano vacui tanto non ci sei mai e quando ci sei non è a loro che pensi no. È a come incastrare il fatto che domani devi andare via per lavoro e forse non riesci ad andare in piscina e allora c’è da recuperare un giorno magari sabato o domenica potresti portare i bambini da tua madre sì ecco ecco la soluzione così non disturberai nessuno e ti lasceranno stare, sì. Ancora quattro vasche ci siamo quasi. E ricordarsi di non andare verso le sei perché ci va la tua collega e no non voglio chiederle ancora di non dire niente e non voglio quello sguardo accusatorio cosa vogliono tutti da me perché non mi lasciano in pace.

Lasciami in pace, la storia della tua vita. Quella domanda mai formulata ma chiara, in capitol letters, nella tua testa, CHE COSA ALTRO VUOI, NON TI BASTA CHE IO SIA QUI?

No, non gli basta, niente gli basta, attenzione attenzione attenzione vuole sempre e solo attenzione lui e i figli e tua madre ti mangiano viva con le loro richieste, via via esci prendi la borsa raccogli cuffia costume occhialini ciabatte e chiudi la porta.

 

L’acqua non ti chiede niente e al contrario ti regala gli unici momenti di silenzio perché neanche un libro riesci a leggerti in pace neanche più al cinema riesci ad andare solo nell’acqua nessuno vuole niente. Al mare è anche meglio, nuotare verso il fondo in un elemento senza fine, la pressione che ti comprime le orecchie, quella familiare interminabile profondità.

L’acqua non ti chiede niente. Il tuo corpo nuota e ti risponde, ti segue, docile, allenato, esperto. La testa sotto, quel senso di ottundimento ovattato, tocchi il bordo, spinta, allungamento, bracciata, respiro. Vasca dopo vasca dopo vasca dopo vasca dopo vasca. L’acqua sulla pelle, quel senso di pulito, cloro, sale, che ti piace tenerteli addosso e te ne vai spesso senza fare la doccia.

E quando esci dalla piscina quello sguardo indifferente, sprezzante, valutativo, giudicante verso chi non la conosce quella fatica, quella spossatezza giusta, quell’adrenalina della mente. Il senso profondo e leggero del corpo nello spazio, le spalle larghe, la testa alta che attira gli sguardi anche se il volto è struccato i capelli bagnati. La sigaretta accesa. La bicicletta da uomo. E quell’aria di vittoria.

 

Mentre il mondo cade a pezzi, vai a correre un’oretta.

 

 

 

Barbara Belzini vive e lavora a Piacenza. Fa parte del gruppo di designer T.Red . La potete seguire anche su Twitter.