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Far prendere l’amore

Questa settimana non raccontiamo una storia. Questa settimana raccontiamo tante voci, e tutte raccontano voci di altri.

Questa settimana raccontiamo i racconti dei nonni.

Lunedì: Il guido dee megòeete.
Martedì: La Maria del centimetro.
Oggi: la nonna di Tamara Viola dà lezioni di cucina, di arte e di vita.

La nonna mia, l’unica nonna che ho potuto conoscere, era una donna tutta d’un pezzo. Alta, possente, con lo sguardo fiero. Si chiamava Annunziata, ma per tutto il paese era semplicemente La Carabiniera.

Per un lungo periodo, dopo aver avuto qualche problema di salute, ha vissuto con noi. Aveva regole severissime, tipo che quando si rifaceva il letto la mattina (perfetto, nemmeno una piegolina sulle lenzuola, niente) nessuno poteva toccarlo fino a sera. Era algida e quasi dispotica con tutti, ma sapeva anche essere molto tenera con noi nipoti. Quando cucinava nessuno poteva avvicinarsi a lei. Lo concedeva solo a me, che prendevo una sedia e mi ci arrampicavo sopra e restavo incantata a guardare le sue mani che mescolavano, impastavano.

Tutte le sue ricette prevedevano pochissimi e sceltissimi ingredienti: niente cose “strane”, complicate. La parte difficile veniva dopo: le pietanze restavano a marinare ore, gli impasti venivano rimescolati spesso. Per lei il cibo doveva prendere l’amore. Suppongo fosse una formula dialettale per riferirsi all’aroma, ma lei imperterrita ripeteva: “Fagli prendere l’amore”.

Ecco, questo è quello a cui aspiro quando faccio un lavoro, quando preparo qualcosa da mangiare, quando impacchetto un regalo. Io ci provo, voglio fortissimo, far prendere l’amore alle cose.


Tamara Viola nasce nel 1984 coi capelli minipony. Social media manager freelance di molti, amica di pochi. Legge più di quanto parla, compra scarpe e cosmetici compulsivamente. A Roma per amore. Ha un blog che aggiorna poco. La puoi seguire su twitter e facebook.