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Chris Hemsworth in Ghostbusters

Partire, lasciare, morire, vivere di nuovo

Ghostbusters (2016)

ALP, rivista di non-fiction personale fondata da Violetta Bellocchio nel 2013 (e che voi tutt* ormai conoscete bene) continua il suo naturale percorso e si affida alla tizia dell’ufficio stampa e social: Federica raccoglie il testimone, sperando vivamente di esserne all’altezza.

La nostra Marta saluta ALP, ma sappiamo che non ci abbandonerebbe mai del tutto, per nessun motivo al mondo.

Partire è un po’ morire, diceva mia nonna Maria. Io pensavo fosse una frase fatta per quando qualcuno aveva la malcreanza di andarsene. Era vero, e la frase dava un patina rispettabile a un lutto.

La nonna Maria nata in un paesino dell’Emilia nel 1919, ma la famiglia si era trasferita a Milano negli anni ’20. Lei parlava perfettamente tutti e due i dialetti, navigare le convenzioni sociali delle sciure di Porta Vittoria e delle resdore dei dintorni di Busseto, non sbagliare una parola e non perdersi una novità (non pettegolezzi, ma informazioni necessarie per evitare situazioni imbarazzanti).

Forse aveva poteri sovrannaturali: i suoi morti le davano sempre i numeri giusti da giocare al lotto. Forse era solo una donna incredibilmente intelligente. Forse era anche sensibile, sotto il gelo della sua cortesia: faceva ancora gli auguri di Natale alla sorella che aveva sposato un fascista.

Forse era quello il punto: la nonna era legata. Parlava due lingue (tre con l’italiano), aveva due case di quando era bambina, conosceva i codici e possedeva il meglio di due mondi.

Ho speso quattro paragrafi per svicolare dal punto. Complimenti, Casetti, si vede che hai fatto il Classico.

Il punto: dalla prossima uscita, Abbiamo le prove sarà nelle mani di Federica Guglietta, già incantatrice dei nostri social network. Federica possiede un’energia indomabile, un’intelligenza sfaccettata, una passione per la parola scritta che straborda in ogni suo respiro.

Io sono fuori.

Un fuori di testa, ma non in senso medico: in senso biografico. Non vivo più in Italia dal venticinque aprile 2006, e ci torno sempre meno. Sono più di dieci anni di mille chilometri di distanza.

Quando Violetta mi ha chiesto di prendere in mano Abbiamo le prove, ho sbagliato un calcolo fondamentale: Abbiamo le prove è profondamente legato alla vita dei suoi autori e lettori, i suoi autori e lettori sono profondamente legati alla scrittura in Italia e oggi. I suoi autori e lettori si incontrano, a volte anche fisicamente, a una festa o una presentazione, in un luogo che non posso raggiungere.

Così come non sono inglese, perché mi mancheranno sempre i primi ventotto anni della mia vita, non sono più italiana, perché mi mancano gli ultimi dieci anni della mia vita. Il distacco mi fa amare sempre di più la mia lingua madre; ma lo stesso distacco mi separa dal linguaggio di quello che si pensa e si respira e si dà per ovvio lì e ora.

Pensavo di essere a casa in due posti e di unirli per fare qualcosa. Ho scoperto di essere straniera in entrambi, mi faccio da parte. Forse non sono abbastanza intelligente. Forse non sono abbastanza sensibile. Forse è solo una questione di caso, non lo so, non ho poteri soprannaturali.

Sono sicura che Federica farà qualcosa di bellissimo, questo sì.

Abbiamo le prove è un progetto fatto di vite: quelle degli autori, quelle dei lettori, quelle dei curatori. Vite in movimento, che si passano la mano.

Benvenuti nella nuova vita di Abbiamo le prove.


Marta Maria Casetti è nata a Milano nell’anno in cui è uscito il primo Guerre Stellari e vive a Londra dall’anno in cui è uscito il secondo Pirati dei Caraibi. È stata la zia madrina di Abbiamo le prove per qualche mese, e ne sarà sempre spudoratamente orgogliosa. Se la cercate su Twitter, la trovate come @mmcasetti.