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Non voltarti mai

Killer Joe

 

 

Hai cercato fino all’ultimo di non farti notare, sei scivolata come un’ombra sul muro hai guardato il cellulare hai cercato le chiavi hai pregato che tanti anni non fossero passati invano hai sperato di essere diventata scialba e irriconoscibile hai fatto quel gioco “se riesco ad andarmene senza farmi notare andrà tutto bene per il resto della vita” e invece ti chiama e ti ripeti non voltarti vai avanti gira l’angolo sali in macchina metti in moto vattene rapida non farti prendere e invece no ti chiama ancora e ti restituisce un nome e un cumulo di ieri come dice Borges la sa sempre lunga Borges.

E dunque ti giri e fingi in rapida successione smarrimento riconoscimento stupore interesse e somministri baci finti e ti dice quanto tempo come stai i figli il marito e tu inanelli frasi fatte sul marito e i figli e pensi solo a come andare via quando ecco che comincia con le domande hai mai più visto quello e quest’altro e invece quell’altra, no, non lo sai, non hai più visto nessuno e lei parla parla e tu ascolti e dimentichi ascolti e dimentichi, se volessi farlo apposta non saresti nemmeno capace, ma nessuna informazione si ferma perché niente di quello che dice ti interessa perché nessuna delle persone che nomina ha mai significato nulla per te.

Lei parla e come in un fumetto ci sei tu che sei andata via da pezzi della tua vita macinando persone e parenti tu che vivi sempre nella stessa città ma sei istintivamente bravissima a non farti trovare tu che non sopporti le reunion musicali, le rentrée, le operazioni nostalgia, che quello che c’era da dire l’hai già detto ritirati e piantala vai avanti tu che detesti le vecchie foto che non vuoi sentire parlare di quella che eri perché quello che senti non ti piace, quasi mai.

Lei parla e a un certo punto dice Marco lo sai è sposato ha due figli vive là. E lo rivedi Marco, alto magro ventunenne tu quindicenne e che a pensarci adesso ma anche allora lo sapevi era probabilmente l’uomo più galante del mondo, ti stava a sentire per ore e tu gli piacevi e lui ti piaceva. E risenti la voce di suo fratello che lo sbeffeggia di fronte a tutti, – è la prima volta da mesi che trovo un capello femminile su un maglione di Marco ed è suo – . Tutti ridevano in quel gruppo di adolescenti in un paese di collina in una località di villeggiatura per anziani, in quel posto da cartolina panoramica. Sicuramente lo prendevano in giro perché eri troppo giovane o troppo qualcosa o troppo poco qualcos’altro, non lo saprai mai e davvero non lo vuoi sapere.

Tu non ridevi no. Anche adesso ridi poco. Tu lo guardavi e ti piaceva e non sapevi cosa fare. Era prima della grande svolta per i maschi alfa, erano anni in cui cercavi i ragazzi timidi e gentili che non osavano azzardare un primo passo ed era per questo che ti piacevano. Passavate serate intere in una cinquecento a parlare e magari non era nemmeno una cinquecento, delle macchine non ti è mai fregato niente, quante volte sei salita sulla macchina sbagliata quante. E ti sforzi di ricordare di cosa parlavate di cosa avrete mai parlato cosa potevate mai avere in comune e non ti viene in mente niente, neanche un frammento memorabile di conversazione, solo lui che si muove nella macchina, forse ti tocca i capelli, e finisce lì.

E anche quell’estate c’era Saranno famosi alla televisione tutti i giorni e tu registravi le canzoni (dalla televisione! con il registratore! perché lo stai raccontando?) e le ascoltavi e le imparavi e ti piaceva Danny Amatullo e anche se non volevi affatto essere Doris Schwartz in un certo qual modo eri Doris Schwartz anche se eri più bella ma non ti sapevi vestire non ti sapevi pettinare però credevi di essere interessante, certo che lo eri, tutta la tua vita fino ad allora aveva tutti i presupposti per farti sentire interessante e a volte li usavi strumentalmente questi presupposti e grazie a dio non ti ricordi o non vuoi ricordare e non puoi e non devi no non devi giudicare quel passato con questo secco impietoso metro di giudizio e questo severo rigore autocritico che adesso ti impedisce di perdonarti qualunque cosa.

Era una stagione già avanzata, un inizio di stagione anzi, direi una 4×01, la serie aveva già perso Bruno Martelli e Coco Hernandez quindi ormai la si guardava per abitudine, era una puntata che si chiamava “Amori” in cui le new entries Holly e Chris si innamoravano e Doris Schwartz metteva gli occhi addosso a Danny Amatullo. Poiché lei era evidentemente mooolto più intelligente di lui, anche agli autori riusciva particolarmente improbabile dipingere un interesse amoroso corrisposto, che infatti nasce e muore nel giro di circa 20 minuti televisivi. Ma in quella puntata particolare Doris Schwartz, con i suoi 17 anni, la sua sicumera e la sua tremenda bravura di attrice, non solo non era in grado di provarci con Danny Amatullo, ma gli si avvicinava tremante, lo guardava cerbiattescamente e gli diceva una frase assolutamente non memorabile come – sei tu l’uomo, Danny, fai qualcosa – e lui obbediente la baciava. BINGO!!! APOCALYPSE ZOMBIE!!!

Era quella la risposta, non devi fare niente e vedrai farà qualcosa lui. Ma tutti i Danny Amatullo disponibili allora, che non vedevano l’ora di seguire il copione e baciare la ragazza, non erano nel tuo raggio di interesse. No, nel tuo raggio di interesse c’era il ventunenne alto magro e cavallino che era serio e posato e intelligente e rispettoso e vi piacevate e non vi sareste visti mai più.

 

Non voltarti mai.

 

 

Barbara Belzini vive e lavora a Piacenza. Fa parte del gruppo di designer T.Red . La potete seguire anche su Twitter.