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La Maria del centimetro

Questa settimana non raccontiamo una storia. Questa settimana raccontiamo tante voci, e tutte raccontano voci di altri.

Questa settimana raccontiamo i racconti dei nonni.

Lunedì: Il Guido dee megòeete.
Oggi: qualcosa di più su sua moglie, La Maria del centimetro.

Mia nonna Maria srotolava tessuti con delicatezza. Li sagomava sui corpi seminudi delle donne che affidavano alle sue dita scampoli di eleganza recuperati a fatica in tempo di guerra. Linee di gesso creavano curve prima ignorate, spilli puntati segnavano risvolti invisibili, tratteggi di filo sottile demarcavano pinces su gonne come cambi di carreggiata. Piegava, tagliava, imbastiva e cuciva con precisione maniacale. Suggeriva opportunità, varianti alle richieste iniziali grazie alle quali il numero dei pezzi commissionati poteva aumentare con semplici accorgimenti che avrebbero permesso di risparmiare tessuto dove non serviva per destinarlo al vestire, scopo più nobile dell’adornare. Terminato il lavoro confezionava gli abiti e restituiva quanto avanzato: di solito, non più di un centimetro.
Il sogno di mia nonna era avere una figlia femmina alla quale tramandare la sua passione e, magari, riuscire a trasformarla in una piccola attività artigianale in grado di generare soddisfazioni e di che vivere.

Il fato le regalò quattro figli maschi.

Decise di chiamarli tutti con la N iniziale, come a dire NO a quello scherzo del destino che si era accanito contro il suo sogno sartoriale.

Mentre mio padre era ancora in grembo, decise che sarebbe stato femmina. Quando nacque maschio ignorò quel centimetro che sporgeva tra le gambe: quel figlio diventò figlia, vestito e pettinato come una bambina fino all’età di sei anni, nel tentativo di restituire quel centimetro di tessuto che non era stato commissionato.


Barbara Bedin è nata nei Colli Euganei in un giorno d’inverno del 1969. Per molti anni è ha girovagato per l’Italia in cerca di mare e un clima migliore, ma negli ultimi dieci anni si è arresa al richiamo della nebbia. È arrivata seconda alla IV edizione del concorso “Il Porco Delle Nebbie”, ha pubblicato su Grafemi e un suo racconto è stato selezionato dalla rivista La Luna di Traverso.