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La forza del ciclamino [pt. 2]

Illustrazioni di Benedetta C. Vialli

Continua la storia vera illustrata a cui Bianca Bertazzi e Benedetta C. Vialli hanno lavorato a quattro mani per noi. Parte 2 di 4.

Con febbraio comincia il mese di formazione. Tutte le mattine sono istruita da Marinella, la signora impettita che mi aveva accolto la prima volta, colei che mi passerà il testimone. È gentile e molto precisa, compila interi quaderni di cifre, date e annotazioni, stampa qualunque cosa, cataloga tutto come fosse un oggetto raro. Le siedo accanto, trascrivo ogni procedura, mi segno i prezzi di tutto, anche quando mi dice che i visti richiesti con urgenza non dovrebbero avere alcun costo in più, ma Lui applica comunque una maggiorazione. Mi fermo perplessa, le chiedo come sia possibile, se davanti abbiamo la circolare ufficiale che ci dice che no, nessuna spesa  ulteriore. Marinella s’irrigidisce, sega ogni mio nuovo tentativo di chiarimento – “No, Lui vuole che l’urgenza abbia un prezzo”. La cifra da pagare è rilevante, soprattutto se sommata al costo già alto di alcuni visti speciali. Marinella prosegue, mentre continuo a chiedermi dove finiscano quei soldi in più. Man mano che passano i giorni inizio ad accogliere gli utenti, sbrigare le prime fasi della documentazione, provare ad emettere alcuni visti completi. Le urgenze sono molte, Lui firma ogni visto con soddisfazione, mi chiede se Marinella è una brava insegnante, sorride e scherza oltre la sua scrivania. Imparo presto che dietro a quei completi di gusto e quell’aspetto bonario si cela un interesse paranoico per il costante guadagno, una venalità a tratti imbarazzante. Trascorrono le settimane, riempio il mio quaderno di appunti, ormai riesco a cavarmela da sola. Marinella è sempre sull’attenti, nervosa e vulnerabile, non ci vuole molto a capire che con Lui non scorre buon sangue. Litigano spesso, lei esce furibonda dal suo ufficio sbattendo la porta mentre ancora si stanno gridando di tutto. Con la fine del mese, passo da Lui a ritirare la retribuzione, la prendo direttamente dalla cassa generale, afferro una mazzetta di soldi contati e li infilo nel portafogli. Lui mantiene il suo solito atteggiamento di spirito, mi dice che con quello che mi ha pagato spera che io sia un buon investimento.

Quando a Marzo assumo il ruolo di Marinella, vengo trasferita quattro piani sotto l’ufficio di Lui. Vengono appesi i cartelli con i nuovi orari, i tecnici sistemano una stampante e un computer, per il resto sono talmente attaccata al suolo che devo accendere la luce anche quando fuori è un mezzogiorno assolato. Il primo mese è difficilissimo, non riesco ancora a coordinarmi come vorrei e le richieste sono molti. Penso che Lui mi licenzierà, poi correggo la riflessione, mi dico che non avendomi mai assunta il problema non si pone. In breve tempo mi abituo alle richieste di Lui, che digita il mio interno ogni ora per sapere se è tutto sotto controllo, come dice sempre. Passano i mesi, divento più precisa e mi prendo qualche libertà, stampo cose che m’interessano e faccio alcune chiamate. Oltre i vetri il panorama regala solo condizionatori e finestre oscurate. Per dodici ore alla settimana sono chiusa lì dentro, e quelle mattine in cui mi sento indisposta mi chiedo come potrei fare se mi venisse la febbre, se dovessi stare a casa, se volessi, che so, farmi una vacanza. Così propongo un sostituto a Lui, una persona a cui insegnare le basi e che possa venire al mio posto se mai ce ne fosse bisogno. Gli parlo di Giorgio, un amico affidabile e flessibile, scelgo quei termini per conquistare la sua approvazione, che immancabilmente si risveglia. Giorgio in un paio di mattine impara le cose basilari, quando non ci sono io c’è lui, ma non mi conviene così tanto assentarmi, visto che ogni giorno di mancata presenza è un giorno in meno sulla paga di fine mese perché, come mi avverte subito Lui sorridendo,  “non posso pagare sia lei che Giorgio, immagino capisca”. Quello che capisco è che a Lui i soldi non mancano mai. Vado avanti così, al mattino timbro permessi e al pomeriggio vendo abiti, e nel frattempo, già che ci sono, finisco a collaborare con una rivista online, mi occupo della rubrica di gossip, butto giù articoli anche la domenica mattina pur di non abbandonare il mio desiderio: vivere di scrittura. Qui gli accordi somigliano più a promesse, arriveranno i contratti, per ora vengo pagata in voucher, e invece no, il voucher diventa banconota allungata a fine giornata. Di nuovo in nero, il mio tempo non riconosciuto, le mattine alle otto seduta davanti al computer per editare venti righe sull’ultima foto di Belen Rodríguez, mentre rincorro l’illusione che quello sia il primo tassello per un brillante futuro sulla carta stampata. La sera, quando rientro a casa, l’appartamento che ora divido col mio migliore amico, penso che non mi posso lamentare, ho tre forme di guadagno diverse, c’è chi ancora ne sta cercando una, mi dico. Mi sdraio a letto con qualche lettura, imparo a convivere con la consapevolezza latente di aver trovato tre prigioni diverse, tre luoghi per ricordarmi che, alla fine, ha vinto chi mi ha scelto, perché a me la scelta non è stata data, se non quella di non lavorare.

 


Bianca Bertazzi [testi] nasce a Genova nel 1987. Si laurea a Rimini in Culture e Tecniche della Moda, scegliendo poi di percorrere altre strade, facendo lavori sempre diversi e sempre più vicini alla sua passione: scrivere. Oggi lavora in libreria, spulcia tra le righe fitte degli altri, sperando un giorno di catalogare anche il proprio  nome nella lista degli autori. I suoi racconti sono stati pubblicati da alcuni siti e blog tra i quali Squadernauti, Inutile e Spaghettiwriters. È affascinata dall’aspetto tragicomico della vita e usa Facebook per celebrarlo senza attese.

Benedetta C. Vialli [illustrazioni] nasce sulle montagne trentine ma approda in laguna veneta per studiare arte. Ha iniziato a disegnare ancor prima di imparare a parlare, copiava le illustrazioni dei libri e dei fumetti che trovava in casa e le sue prime commissioni risalgono al tempo dell’asilo. Per anni si è sporcata le mani con tempere, acquarelli e graffite ma da qualche tempo ha incontrato una gigantesca tavoletta grafica e da allora non la molla più! Presta il suo talento a blog, siti e riviste, trovate i suoi lavori su: Soft Revolution, L’Insicuro, Vice, Uonnabi e tanti altri.