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I semafori rossi

Red Traffic Lights

Notte fonda: strade deserte, semafori che lampeggiano o indugiano troppo sul rosso, stereo a stecca per non pensare, guardarsi sempre le spalle perché non si sa mai.

Noemi ci regala un racconto notturno, palpitante e musicale. Ascoltatela.

Una notte ho capito come funzionano i semafori. Almeno quelli sugli incroci principali della città di provincia in cui abito da sempre. Ho la patente da cinque anni, ma l’ho imparato solo la scorsa estate.

Una premessa è necessaria: qui moltissimi semafori, anche quelli su strade trafficate, prima della mezzanotte si spengono e fino al mattino restano arancioni e lampeggianti. Mi spaventa superarli, di solito accendo e spengo gli abbaglianti due o tre volte: se non ricevo risposte luminose, proseguo.

Poi ci sono dei semafori sempre accesi, che però di notte hanno dei rossi infiniti. O almeno li avevano per me, che non li avevo capiti. Due notti nel giro di una settimana si è ripetuta la stessa scena. Io ferma a un rosso che sembrava voler durare per sempre. Il cd che girava: i Clash o i Nirvana, non ricordo con esattezza, ma di solito ascolto sempre uno di quei due.

Le sere del semaforo rosso pensavo a tornare a casa in fretta, che al mattino dovevo andare al lavoro. La prima volta, per far presto, avevo fatto inversione davanti al rosso infinito e preso un’altra strada, più lunga ma senza semafori.

La seconda sera, invece, non era ancora così tardi, ma soprattutto dietro c’era un’altra auto. Dopo qualche minuto di rosso aveva iniziato a venire verso di me, era una Mercedes Classe A con un uomo di mezz’età a bordo. Io avevo fatto scattare il blocco delle portiere, schiacciando il pistone di plastica che spunta appena sotto al finestrino: tutto è manuale nella Punto del 2000 intestata a mia nonna.

Lo guardavo dallo specchietto, l’uomo che veniva verso di me, nella sua Mercedes. Ho alzato il volume della radio, così avrebbe capito che non c’era da scherzare con me e nemmeno con i Clash. Il semaforo restava rosso. L’uomo era sceso dalla sua auto e veniva verso di me, la musica era altissima. Ha bussato sul finestrino dalla mia parte, anche d’estate li tengo alzati per non far entrare le zanzare.

“Devi andare avanti con la macchina,’sti semafori hanno il sensore. Quando ti sente sulla linea bianca, fa scattare il verde”, mi ha detto per poi tornare alla sua auto.

Il segreto dei semafori. Qualche volta mi chiedo se non sarebbe stato meglio non saperlo: a causa sua mi chiedo dove sta il limite, quello tra il desiderare qualcosa e il farlo accadere.


Noemi Milani ha fatto molto o molto poco, dipende dai punti di vista: studentessa fin troppo silenziosa, aupair in Australia, libraia, stagista. Ha girato un video con Barbie, generato un esercito di Amazzoni, messo online le foto della sua famiglia, ma passa quasi tutto il suo tempo a leggere.