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A casa di mia madre

Grey Gardens (1975)

Bentornati a Import/Export, dove traduciamo le migliori storie personali apparse su giornali, riviste e portali stranieri.

 

– Tu e Kim finirete in una situazione alla Grey Gardens – , mi sussurrò il ragazzo di un’amica durante una festa, qualche anno fa. La Kim in questione era, ovviamente, mia madre.

Non avevo mai visto il famoso documentario dei fratelli Maysles, però sapevo quale fosse l’idea generale: madre e figlia, entrambe single e disoccupate, abitano insieme in una tenuta di campagna, un piccolo, strano mondo tutto loro, dove si danno sui nervi a vicenda e fanno cose tipo consultare l’oroscopo e ballare con i loro gatti.

Ovviamente voglio bene a mia mamma eccetera eccetera, ma anche se avevamo appena organizzato un sex party di discreto successo per due miei amici, una coppia di futuri sposi, a casa dei miei genitori (che per coincidenza, oppure no, si trova su una via il cui nome inizia con “Grey”), e anche se durante quel party io e mia mamma ci eravamo scambiate dei consigli sul sesso mentre facevamo passare in giro un grande vibratore e sfoggiavamo il nostro tatuaggio identico (una luna blu), beh, io fui davvero offesa da quell’insinuazione. Come si permetteva, lui, di dare per scontato che – soltanto perché io e mia mamma adoriamo Stanley Tucci e disprezziamo la vita d’ufficio – io non mi sarei sposata con un uomo o con una carriera, o con entrambi? Io e mia mamma avevamo l’abitudine di collassare ubriache sul suo letto matrimoniale durante la nostra festa di Natale, quindi secondo quel tizio il nostro rapporto era così simbiotico che avremmo preferito morire insieme al fare vite separate? Come osava?

Ma, per lo più, quel commento mi mise una paura fottuta perché sapevo che era vero.

Da adulta, negli ultimi cinque anni, ho passato lunghi periodi abitando con mia mamma, e dire che siamo “intime” è un eufemismo. Una volta lei è andata da un sensitivo e lui le ha detto che in una vita precedente eravamo state due sorelle – io ero la più grande – e che noi due lavoravamo in una vigna in Italia. Penso che questo riassuma alla perfezione il nostro rapporto: un a-volte-conflittuale-ma-fedelissimo-e-amorevole rapporto con un problema di invadenza reciproca, che può competere con le pagliacciate di Una Poltrona per Due, e in cui il vino scorre liberamente. Per noi funziona.

L’ultima volta che mi sono ri-trasferita a casa, mentre sedevo in giardino con mia mamma, bevendo tè e bisticciando su cosa mangiare per cena, mi sono ricordata del commento su Grey Gardens, così mi sono decisa a guardarlo su Youtube. Oggi posso dire, finalmente, che l’ormai ex ragazzo della mia amica ci aveva preso in pieno (a parte il fatto che la mamma è troppo fissata con la pulizia per vivere in uno squallore del genere e la mia flag dance non è più quella di una volta.)

Se non siete sicure che il rapporto tra voi e vostra madre assomigli davvero a Grey Gardens, ho messo insieme una lista di segnali d’allarme (e di frasi tratte dal documentario) che vi faranno a. cagare addosso dalla paura oppure b. correre al negozio dell’usato più vicino per comprare sciarpe e kimoni.

 

Mamma voleva farmi indossare un kimono. Abbiamo avuto un bel litigio.” – Little Edie

Io e la mamma possiamo avere delle belle discussioni. Ma quando si tratta di vestiti? Allarme rosso! Abbiamo lo stesso identico gusto per i vestiti, e questa cosa fa schifo. Voi potreste pensare che American Eagle sia sacrosanto, ma in realtà non lo è. E nessuna di noi due cambierà idea. E quindi, l’altro giorno, io e la mamma ci siamo presentate a casa di un amico di famiglia vestite ESATTAMENTE UGUALI. E’ stato tanto tremendo quanto potete immaginare.

Oh, Edie! Sei qui vicina?” – Big Edie

Sono sempre qui vicina per: panico causato da computer e/o Android, fare la spesa, guardare Febbre d’amore, scendere in cantina per recuperare l’olio d’oliva o la mostarda, aprire le finestre per “far entrare un po’ d’aria fresca”, asciugare i piatti, bere spumante sul portico, ritirare la posta, apparecchiare la tavola. In pratica, io sono SEMPRE QUI VICINA.

Se non fai quello che fanno tutti gli altri là fuori.. vieni considerato un pazzo.” – Little Edie

Ho appena convinto mia mamma a guardare (e a capire come guardare) Netflix. Non c’è bisogno di dire che è indietro con tutto. Questo significa niente Breaking Bad, niente Bates Motel, niente Orange is the New Black. Mi sono trattenuta dal guardare la seconda stagione di OITNB finché la mamma non si fosse messa in pari (perché, di fatto, per noi ogni sera è buona per guardare Netflix) ma poi sono arrivati gli spoiler, e tutti chiedevano – perché non l’hai ancora guardata?! – e – perché la devi guardare con tua mamma? – . Allora, non è che DEVO. Ma scelgo di farlo. Perché voglio farlo. E se questo significa venire emarginata e considerata “troppo analogica”, beh, così sia.

E’ vero quello che si dice sulle vecchie zitelle. Non hanno bisogno di uomini se hanno dei gatti.” –Little Edie

Noi abbiamo due gatti. Parliamo con loro. Cantiamo con loro. Si, addirittura balliamo con loro (vedi sopra). Amiamo molto gli animali. A un certo punto avevamo tre cani e tre gatti sotto lo stesso tetto, e non potevamo essere più felici. Ora in casa abbiamo un altarino con le urne delle ceneri dei nostri animali morti. Ceneri miste a vibrisse e ritagli di unghie. Per noi è un grande conforto.

Da dove diavolo sei venuta, tu?” –Big Edie

Come dicevo prima, la mamma ed io possiamo far scoppiare la terza guerra mondiale in un batter d’occhio per QUALSIASI COSA. Litighiamo per chi prepara la tazza di tè perfetta, facendo di tutto per dimostrare chi è la Maestra del Tè (rifiutandoci di preparare tè-per-due, rifiutandoci di riempire il latte, rifiutandoci di condividere i biscotti, etc.). Litighiamo per le sere in cui guardiamo Netflix (ok, ho dovuto guardare la seconda stagione di OITNB senza di lei, ho dovuto!). Litighiamo per chi ha messo o non ha messo l’allarme antifurto di casa. Litighiamo per il bucato, la cena, The Bachelorette, gli One Republic – dite una cosa, e noi ci abbiamo litigato sopra. Il motivo è che, sotto molti aspetti, noi due non siamo simili. Io sono Capricorno, lei Ariete. Io sono pragmatica, lei passionale. A me piace l’acqua fredda, a lei l’acqua calda. Quando ero piccola mi chiedevo ad alta voce se fossi stata adottata. Oggi invece penso che siamo state presenti l’una nella vita dell’altra fino dai quei giorni nella vigna italiana, e che entrambe adoriamo Hall & Oates, e allora va tutto bene.

Certo che vado pazza per gli animali, ma procioni e gatti diventano un pochino noiosi. Voglio dire, dopo un periodo troppo lungo.” –Big Edie

Mia mamma ed io passiamo molti pomeriggi nel nostro giardino con i nostri cocktail estivi – blueberry martini – un giardino dove abbiamo chiamato un grosso coniglio Carl, e abbiamo tenuto d’occhio la famiglia di Eleanor e Leonard (sono due pettirossi). Adesso forse Eleanor e Leonard hanno lasciato il nido con i loro piccoli, oppure Roger (uno scoiattolo) gli ha mangiato le uova e loro due sono in lutto. Speriamo ancora nel loro ritorno.

Farei meglio a controllare la mamma. E’ molto divertente. Spero che non muoia.” – Little Edie

Esattamente.

 

 

Brianne Hogan è una scrittrice e attrice canadese, Le sue storie sono state pubblicate – tra gli altri – da Ravishly, The Toast, XOJane, Nerve, The Frisky, DailyXY. La potete trovare anche su Twitter.

Questa storia è uscita su The Toast con il titolo “Big Edie, Little Edie, My Mom, and Me“; la ripubblichiamo con il gentile consenso dell’autrice e della redazione. 

Alice Conselmo (versione italiana) vive in un paesino sperduto della provincia milanese e studia nella speranza di capire cosa vuole fare nella vita. Nel frattempo, se non sta guardando serie tv, la trovate su Twitter a parlare di serie tv.