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Giuliana Altamura, "Tutti i luoghi del mio abbandono"

Photo Credit: iconauta via Compfight cc

 

 

Mi sono spesso domandata quale sia l’elemento irriducibile, la nostra definizione, ciò che ci rende in grado di rimanere noi stessi, nonostante quanto potremo cambiare o tutto quello che saremo costretti a perdere.

Quando l’ho vista seduta sugli ultimi posti dell’autobus, le gambe accavallate e la sigaretta poggiata dietro l’orecchio, l’ho riconosciuta all’istante. Era così diversa da come la ricordavo. Il suo corpo sembrava spolpato, la pelle sciupata aderiva alle ossa come un guanto ed era livida, di quel pallore che i simbolisti, nelle poesie, chiamavano verde. Faceva caldo e lei indossava degli shorts di jeans e una canottiera nera, senza reggiseno. Le cosce nude sudavano contro la plastica arancione dei sedili. Il suo volto, scavato e triangolare, sembrava risucchiato in un’eterna inalazione di fumo. Non aveva più niente della Sonia che avevo conosciuto otto anni prima, adolescente, un fuoco di carne che incendiava ogni luogo in cui metteva piede. Era come se si fosse prosciugata e spenta.

Nonostante questo, però, mi era bastato uno sguardo per capire che si trattasse di lei. A dodici anni, quello sguardo perennemente puntato contro il mondo era la cosa più simile all’amore che avessi mai conosciuto.

 

 

Avete appena letto l’incipit di “Tutti i luoghi del mio abbandono”, il racconto di Giuliana Altamura che fa parte dell’antologia  Quello che ho amato  (Utet).

 

Giuliana Altamura è nata a Bari nel 1984. Si diploma in violino, ma la vocazione per la scrittura la porta a Milano, dove si laurea in Lettere moderne, si specializza in Filologia e infine consegue un master in Sceneggiatura. È dottore di ricerca in Discipline artistiche, musicali e dello spettacolo all’Università di Torino e, in linea col suo spirito ottocentesco, si occupa di teatro simbolista francese. “Corpi di Gloria”, il suo primo romanzo edito da Marsilio, ha vinto il Premio Rapallo Carige Opera prima 2014.

 

 

Ecco dove potete trovate “Quello che ho amato”:

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la Feltrinelli

De Agostini Libri

Libreria Universitaria

Mondadori Store 

 

E qui, invece, trovate “Quello che ho amato” in versione ebook:  

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