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Eva Sofia (*)

Foto di Serena Braida

Abbiamo le prove pubblica un componimento in versi per un giorno speciale.

 

A

eva punta a sud

della pancia di mia sorella.

eva è un alieno soffice,

una delizia.

ha preso confidenza ormai, penso

sia pronta ma non impaziente.

equipaggiata

con la vita di una medusa, il calore di un cuore,

minuscola vulva bocciolo,

piccolo cervello.

stiracchia dieci dita atomiche,

la luce è spenta.

eva nuota con i fossili le libellule

e le sinapsi.

 

B

mia sorella ha le doglie in macchina

e sulla sedia

nella corsia.

ha le doglie nel caldo

che fa tutto dorato.

non impreca, io lo farei. si scusa, io non lo farei.

cerca di intonare ad ogni contrazione.

eva scende con un braccio alzato

come una pasionaria

e la sua faccia è dal lato sbagliato.

aspetta nel fastidio della soglia.

 

C

i bulli serpeggiano,

e gli alberi di pino.

hanno detto a mia sorella: “il respiro respira con te”.

raduniamo i bagagli

e rifacciamo la strada al contrario.

mia sorella piange e sbuffa

le sue guance diventano rosse.

il giorno e’ discorsivo,

la notte glaciale.

eva sta zitta

nella caverna freschissima.

 

D

dopo, la guardiamo

i suoi occhi da latte.

ipotizziamo li avrà verdi come me.

muso cesellato

una doppia somiglianza.

lei apre la bocca e cerca il capezzolo

si arrabbia se non lo trova,

batte piccoli pugni affilati sul mio

sterno.

 

dividiamo un letto accanto alla culla.

io con i miei addominali le mie pillole

il mio Rabelais,

mia sorella con una vagina ricucita.

ascolto respiri profondi, russare accennato,

controllo pannolini.

questo è profondo e violento,

fitto e tenero

questo è pieno di parole –

 

nana mitologica, nonnetta, sputatrice di latte, raganella.

splendore.

 

E

noi accumuliamo regali

fiocchi rosa e completini,

piccole forbici caramella,

ridondanza di rosa.

mia madre mi critica

perché io lo critico,

allora le faccio vederela scritta

sul kit da bagno per neonati, dice:

il mio primo set di bellezza.

vado a toccarmi di sotto

sul tappeto da yoga

appena posso

penso alla tua faccia

e sospendo –

 

F

i punti tormentano mia sorella

non le hanno dato nulla per il dolore.

è come un coltello, dice

che entra esce e mi brucia.

corro a prendere altro ghiaccio

guardo la trama ingrossata,

la fila indiana,

la vagina ortodossa,

decorata al valore,

gli occhi biondi da cerva.

 

dovresti portarmi nella giungla,

faccio brutti sogni.

non i miei soliti, allucinazioni

ipnagogiche, interi mondi:

questo e’ un sognare cattivo,

in cui vengo uccisa

in un contenitore di vetro,

esibizione orrenda

di verruche dietro le orecchie.

penso mia sorella faccia sogni sugli

scudi, dare un nome ai fiocchi di cereali,

forse sesso.

 

G

qui organizziamo

del serio lavoro di squadra,

nel giardino cresciamo barbabietole

e menta e menta selvatica

e salvia e rosmarino

e timo, pomodori, melanzane,

e more olandesi.

 

puliamo sempre a fondo dopo aver mangiato.

leggiamo vecchie copie de l’Espresso.

scegliamo il pane migliore, improvvisiamo.

siamo una stirpe di molto amore

posso annusarlo.

 

oh, facciamo piano e disinfettiamo

sì,

disinfettiamo le scale

disinfettiamo i pensieri

siamo puri come monaci

siamo stupefatti.

 


Serena Braida è una scrittrice e performer. Sue poesie e saggi sono apparsi su Nuovi Argomenti, CORDA magazine, Birkbeck Blogs ed altri, e nell’antologia Quello che hai amato (UTET 2015). Serena si è esibita a Goldsmiths LitLive, Umbria Jazz Festival, la Royal Albert Hall e il Platform theatre, oltre che in diverse librerie e pub di Londra, dove vive dal 2011. Ha appena terminato una raccolta breve e sta lavorando ad un progetto di creative nonfiction.

(*) Eva Sofia Ceccarelli è nata il 7 Giugno 2014 alla Clinica Città di Roma in zona Monteverde. Sarebbe dovuta nascere al Fatebenefratelli. Faceva molto caldo.