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Entrino le spogliarelliste!

The wolf of wall street

 

Questa è una storia che ho raccontato molte volte,‭ ‬e forse in alcune di queste l’ho introdotta come‭ “la storia della giornata peggiore della mia vita‭”.‭ ‬E’ un titolo inaccurato e iperbolico,‭ ‬le giornate peggiori sono state ben altre.‭ ‬Ma di sicuro è stata una giornata particolare.

Bisogna andare indietro di una decina d’anni abbondante,‭ ‬alla prima volta in cui ho fatto l’università.‭ ‬In quel vecchio piano di studi uno degli esami a scelta era‭ “‬Cultura e civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento‭”‬.‭ ‬Io contenta come una pasqua,‭ ‬visto che tra la mia tarda adolescenza e i miei‭ ‬early twenties sono stata un’autentica nerd del Rinascimento italiano‭ (‬non giudicatemi‭); ‬è il motivo per cui a tutt’oggi faccio un sacco di fatica a vedere il telefilm dei Borgia,‭ ‬quello con Jeremy Irons,‭ ‬perché‭ ‬ugh no è tutto sbagliato.

‭(‬ovviamente ho la coda di paglia perché invece mi piace quello di Canal‭ ‬+,‭ ‬nonostante anche quello si prenda delle libertà grandi come una casa e i personaggi si vestano come avrebbero fatto solo quindici o vent’anni dopo,‭ ‬quando in teoria sarebbero stati tutti morti.‭ ‬Ma almeno le scenografie sono più credibili e Rodrigo Borgia ha la pancia.‭ ‬E c’è Udo Kier.‭ ‬Se tu hai Udo Kier nel tuo cast,‭ ‬per me hai già vinto,‭ ‬vestito da papa,‭ ‬poi‭)

Non erano lezioni frequentatissime,‭ ‬credo che al massimo dell’affluenza fossimo in una dozzina di studenti,‭ ‬e anche se non è che avessimo fatto chissà quanta amicizia tra noi,‭ ‬se non altro ci si conosceva di vista.‭ ‬Tra i miei colleghi c’era un ragazzo alto,‭ ‬con i dreadlocks,‭ ‬forse un po’ ‬più vecchio della media dei presenti.‭ ‬Siccome era l’unico a essere più o meno prestante,‭ ‬fu incaricato di aiutare il ragazzo in sedia a rotelle il giorno in cui facemmo una visita guidata a Palazzo Ducale‭; ‬e se avete presente come Venezia sia un’unica,‭ ‬grande barriera architettonica,‭ ‬saprete anche che Dreadlocks quel giorno sfacchinò parecchio.‭ ‬Poi al corso non venne più; ‬forse non voleva più fare lavori di fatica,‭ ‬forse,‭ ‬semplicemente,‭ ‬non voleva più dare l’esame.

Ora,‭ ‬c’era già stato un preappello scritto per il primo modulo,‭ ‬in autunno‭; ‬per l’orale la prof aveva fissato l’esame nel suo studio,‭ ‬nella terra di nessuno dell’appello invernale.‭ ‬La stagione,‭ ‬nell’anno accademico‭ ‬2001-2002,‭ ‬me la ricordo particolarmente fredda e nevosa,‭ ‬dettaglio quest’ultimo che aveva complicato non poco la vita di noi pendolari.‭ ‬Ma quel giorno non nevicava,‭ ‬c’era anzi un timido sole.‭ ‬Se non sapessi che è impossibile direi che si trattava di una domenica.‭

Ero tranquilla‭; ‬mi sentivo sicura di quello che sapevo,‭ ‬potevo contare su un ottimo voto allo scritto,‭ ‬la professoressa era un tipo accomodante,‭ ‬per cui sul treno tra Padova e Venezia,‭ ‬dopo un breve ripasso,‭ ‬misi da parte gli appunti e cominciai a fare disegnini sul quaderno.‭ ‬Nel frattempo,‭ ‬arrivato a Mestre il treno si svuotò quasi completamente,‭ ‬lasciando in tutto il vagone solo me e il vecchietto che avevo seduto di fronte,‭ ‬di cui avevo a malapena registrato la presenza.‭

Ci vogliono circa dieci minuti per arrivare da Mestre a Venezia,‭ ‬e non so da quanto tempo stesse andando avanti‭; ‬fatto sta che circa a metà strada percepii un movimento con la coda dell’occhio e mi resi conto che il vecchietto si stava masturbando attraverso i pantaloni.‭ ‬Uguale,‭ ‬giuro‭ ‬uguale al vecchio che fa la stessa cosa in metropolitana con Natalie Portman in‭ ‬Black Swan,‭ ‬solo che al tempo‭ ‬Black Swan non era che il germe di un’idea nella mente di Aronofsky,‭ ‬per quanto ne sappiamo‭ (‬ed è assurdo come la maggior parte delle donne con cui ho parlato di quel film si sia riconosciuta in almeno una situazione,‭ ‬un fatto,‭ ‬un tic‭; ‬anche un po‭’ ‬inquietante considerato che in sostanza è la storia di una che impazzisce‭)‬.

Forse a dargli il via era stato il minuscolo nudo piuttosto casto e accademico che stavo schizzando sul quaderno,‭ ‬forse ero io,‭ ‬fatto sta che mi alzai di corsa,‭ ‬presi le mie cose e schizzai fuori dalla porta in cerca di un vagone più popolato,‭ ‬già maledicendomi per non aver avuto la presenza di spirito di fare o almeno dire qualcosa.‭ ‬Il Vecchio Bavoso forse pesava meno di me e avrei potuto teoricamente schiaffeggiarlo‭; ‬ma suppongo che una fuga indignata fosse già un passo avanti rispetto all’effetto‭ “‬cervo davanti ai fari‭” ‬sperimentato da ragazzina in una situazione analoga.

Arrivai in dipartimento pensando che,‭ ‬a quel punto,‭ ‬l’esame sarebbe stato la parte facile della giornata.‭ ‬Dopo una mezz’oretta passata ad aspettare nell’atrio con uno sparuto gruppo di colleghi,‭ ‬vidi arrivare la professoressa.‭ ‬Aveva l’aria materna e un po‭’ ‬svagata,‭ ‬il tipo di personaggio che al cinema si vede interpretato di preferenza da Angela Finocchiaro,‭ ‬per cui la sua espressione grave,‭ ‬quel giorno,‭ ‬ci mise subito sul chi va là.

– Per favore,‭ ‬prima di cominciare l’esame vorrei che veniste tutti dentro – ,‭ ‬ci disse,‭ ‬aprendo la porta dello studio.‭ – ‬C’è una cosa che vi devo dire.

Ci riunimmo tutti attorno alla sua scrivania e lei tirò fuori un quotidiano locale dalla borsa.‭ – ‬Vi ricordate di Dreadlocks‭? – ‬,‭ ‬ci chiese,‭ ‬ovviamente usando il suo nome vero.‭ ‬Era palesemente turbata.‭ – ‬Quello che aveva spinto la carrozzina a Palazzo Ducale.‭ ‬Avevate notato che nell’ultimo mese non era più venuto a lezione‭?

Generali cenni di assenso.

La professoressa ci allungò il giornale.‭ ‬C’era un articolo a mezza pagina con la foto presa da lontano di un’utilitaria parcheggiata in fondo a un pendio erboso,‭ ‬e l’ingrandimento di una fototessera di Dreadlocks.‭ ‬Ne era stata denunciata la scomparsa da un paio di settimane,‭ ‬ed era stato trovato morto pochi giorni prima,‭ ‬non mi ricordo se nella macchina abbandonata o nei pressi.‭ ‬La cosa più assurda era che si sospettava non solo l’omicidio,‭ ‬ma l’omicidio a sfondo mafioso.‭ ‬A Montebelluna.‭ ‬O era Ponte nelle Alpi‭? ‬Non sono sicura,‭ ‬così come non ricordo il suo nome ma ricordo bene la sua faccia,‭ ‬e la cappa di tristezza surreale che calò su tutti i presenti.

L’esame a quel punto diventò una formalità sbrigata con poco,‭ ‬e arrivò il trenta pressoché politico per tutti.‭ ‬Voglio sperare che l’avrei passato con altrettanto successo anche se a Dreadlocks non fosse successo nulla,‭ ‬ma non posso saperlo.‭ ‬Di sicuro uscii da lì non desiderando altro che di andare a casa.‭ ‬Si era tutto svolto di pomeriggio e si era fatta presto sera.‭ ‬Faceva freddo,‭ ‬comprai un arretrato a caso degli X-Men alla sfigatissima vecchia edicola della stazione Santa Lucia,‭ ‬e mi accasciai sul sedile del regionale,‭ ‬sentendomi svuotata di qualunque energia fisica,‭ ‬emotiva e mentale.‭ ‬Per la legge dei grandi numeri,‭ ‬non avrei trovato un Vecchio Bavoso anche al ritorno‭; ‬mi sentivo al sicuro.

Infatti trovai la Bambina Petulante.‭ ‬Penso avesse sette,‭ ‬otto anni,‭ ‬e io sarò anche una che non si trova a suo agio coi bambini,‭ ‬ma credo mi sarebbe stata antipatica anche se io fossi stata la figlia che Maria Montessori e Mary Poppins non hanno mai avuto.‭ ‬I suoi genitori erano un paio di sedili più in là,‭ ‬e lei a un certo punto prese e venne a sedersi davanti a me.

– Ciao,‭ ‬come ti chiami‭?

– Diana – ,‭ ‬mentii,‭ ‬senza alzare gli occhi dal fumetto.‭ ‬La mia voglia di comunicare era talmente sotto lo zero che persino esternare il mio nome di battesimo mi sembrava troppo.

– Io mi chiamo Petula.‭ [no,‭ ‬non si chiamava‭ ‘‬Petula‭’ ‬ma per me è come se,‭ ‬okay‭].‭ Cosa fai‭?

– Leggo un fumetto.

– No Diana,‭ ‬parla con me invece.

La guardai malissimo,‭ ‬incredula di fronte al suo tono arrogante.‭ ‬Riesco a zittire gente più grande e grossa di me con una singola occhiataccia,‭ ‬ma Petula non batté ciglio.‭ ‬Forse il suo ego era ricoperto di adamantio come le ossa di Wolverine,‭ ‬e putacaso era proprio la compagnia di Wolverine che bramavo,‭ ‬mica la sua.

– Senti,‭ ‬sono stanca.‭ ‬Ho dato un esame all’università ed è stata una giornata pesante.‭ ‬Scusa ma non ho voglia di parlare.

Da lì,‭ ‬la ignorai e basta,‭ ‬provando a concentrarmi sulla lettura.‭ ‬Lei mi fece qualche altra domanda petulante e io mi limitavo prima a risponderle a monosillabi e poi a non risponderle proprio,‭ ‬imprecando mentalmente contro i suoi genitori giovani e trendy che poco più in là non potevano non vedere la scena.‭ ‬Al terzo o quarto tentativo di attirare un’attenzione che non avevo né la forza né la voglia di darle,‭ ‬Petula rimase per qualche attimo in silenzio‭ (‬e io ignara che pensavo:‭ ‬Gesù grazie‭)‬,‭ ‬mi rivolse uno sguardo ostile,‭ ‬e poi allungò la mano e‭ ‬mi piegò la copertina del fumetto.

Ora,‭ ‬io non sono una di quei collezionisti che mettono tutto in busta sigillata e aprono poco le pagine per non rovinare la rilegatura.‭ ‬Ma è comunque la cosa sbagliata da fare con una nerd dei fumetti,‭ ‬specialmente una nerd dei fumetti reduce dalla giornata non peggiore ma sicuramente più surreale della sua vita.

Le afferrai al volo la mano prima che potesse ritrarla.‭ – ‬Non ti hanno insegnato che non si toccano le cose degli altri‭?‬ – Probabilmente avevo gli occhi fuori dalle orbite e la voce della ragazzina dell‭’‬Esorcista.‭ ‬La mollai di colpo e‭ – ‬onore a Petula,‭ ‬qui,‭ ‬che era una bambina tosta per quanto fastidiosa come un brufolo nel padiglione auricolare‭ – ‬lei non corse a lamentarsi dai genitori‭; ‬si limitò a stare un po‭’ ‬lì a fissarmi con aria offesa finché,‭ ‬alla buon’ora,‭ ‬suo padre se ne uscì ridacchiando:‭ – ‬dai Petula,‭ ‬eh eh eh,‭ ‬lascia stare la ragazza,‭ ‬magari vuole stare da sola.

Oh

ma

non‭

mi‭

dire.

L’anno successivo mi ritirai dall’università.‭ ‬Avevo cominciato ad andare a rilento e sentivo di aver perso interesse,‭ ‬o di aver finito la benzina,‭ ‬e per un paio di lustri ho fatto altro,‭ ‬con alterne fortune,‭ ‬finché qualche tempo fa non ho avuto la bella idea di finirla,‭ ‬quella cazzo di laurea umanistica rimasta troncata a metà.‭ ‬Per cui ho richiesto la conversione dei vecchi crediti in modo da non dover partire da zero.‭ ‬Ovviamente,‭ ‬dieci anni e svariate riforme più tardi,‭ ‬il piano di studi era parecchio diverso,‭ ‬nel bene e nel male‭; ‬e Cultura e civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento,‭ ‬con i suoi bei crediti e il suo trenta,‭ ‬era sparito da un pezzo.‭

– Non si preoccupi – ,‭ ‬mi disse la professoressa responsabile dei passaggi di corso,‭ ‬penna e tabella con i miei esami alla mano.‭ ‬Anche lei aveva l’aria materna,‭ ‬ma credo che la svagatezza nel suo caso dipendesse dal caldo.‭ – ‬E‭’ ‬un po‭’ ‬un problema sistemare tutti questi esami di storia che ha dato,‭ ‬ma questo possiamo trasformarlo in,‭ ‬ecco…‭ ‬Storia delle chiese cristiane‭?

Non ho mai sentito la necessità di criticare l’accuratezza storica di telefilm sulle chiese cristiane,‭ ‬quindi annuii entusiasta all’idea di poterlo saltare a piè pari.

– E restano anche crediti da spalmare su altri esami – ,‭ ‬disse la prof,‭ ‬soddisfatta.‭ – ‬Poi l’importante è che il consiglio ce li accetti,‭ ‬ma di solito non fanno storie.

Avevamo passato un’ora a tentare di far quadrare i conti,‭ ‬e mi alzai da lì contenta e anche sentendomi un po‭’ ‬in colpa per averla sottoposta a un lavoro tanto tedioso.‭ – ‬Posso offrirle un caffè per il disturbo‭? – , ‬dissi,‭ ‬ansiosa di sdebitarmi.‭ – ‬Una sigaretta‭?

– No grazie,‭ ‬non importa.‭ ‬Piuttosto,‭ ‬ci vediamo al mio esame – ,‭ ‬rispose lei,‭ ‬lasciando da parte le sfumature materne e lasciando emergere le sue origini austroungariche.

 

Un paio di mesi fa mi sono laureata.‭ ‬Con una tesi su cinema e fumetto che non c’entra nulla col mio indirizzo in storia dell’arte e con una dignitosa media ottenuta grazie anche a un esame che non esiste,‭ ‬dato in una giornata così assurda che a raccontarla quasi non ci si crede.

Poi ci credo che ho festeggiato in un club di spogliarelliste.

 

 

Elisa Poggese disegna e talvolta riesce a farsi pagare per farlo. Bazzica un sacco di posti in rete ma i suoi preferiti sono il tumblr dei disegni e quello del cazzeggio.  Ha anche un blog che si ripromette sempre di far risorgere a colpi di defibrillatore