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Abbiamo le prove va in vacanza. Torneremo in autunno, ma intanto tenete d’occhio il nostro Twitter e la nostra pagina Facebook per novità e anteprime.

E ora, come si usa in queste circostanze, qualche consiglio di lettura.

Marta Maria Casetti

Consigli dalla zia generale!

Bitch Planet di Kelly Sue DeConnick e Valentine De Landro (BAO Publishing)
Non è una storia vera. Non viviamo in un’estetica di women in prison e blaxploitation anni ’70 come quella di Valentine De Landro. Non c’è una stazione spaziale per imprigionare le donne non compiacenti. Non consigliamo alle donne di rovinarsi la salute per dimagrire, o di seguire gli sport solo per fare colpo sui masch… No, mettiamola così: il patriarcato non ha ancora stabilito un regime totalitario da Racconto dell’Ancella, ma il nemico di Bitch Planet è vero. Kelly Sue DeConnick ha trasformato Captain Marvel: sa creare un antagonista, e sa creare un mondo di moralità non ovvia, di rapporti di potere non banali (niente spoiler). Ma Bitch Planet è un’opera importante anche perché vive nel futuro nelle scelte di stile, non solo nella trama. Niente candida guida ideale in questo inferno, le donne di Bitch Planet vivono in corpi forti, imperfetti, non sempre bianchi. Kelly Sue DeConnick ha anticipato le nostre aspettative e le ha sovvertite davvero: ha rovesciato quello che si doveva rovesciare, ha tenuto quello che si doveva tenere, ha spolverato di ironia (l’obbligatoria scena della doccia) e di amore (non sono rotta – leggete per commuovervi). Ci ha detto che tutto si risolve, alla fine. Intanto leggiamo (che ne dite di farlo in compagnia?): non saremo mai compiacenti.

Kobane Calling di Zerocalcare (BAO Publishing)
Sì, ne hanno parlato tutti, lo so. Solo che “ne parlano tutti” degenera quasi sempre in “e allora io non lo leggo per ripicca” (variazioni politiche incluse) e “sei fuori moda”. Anche Guerra e Pace è usato per fare la ruota in società da centocinquant’anni circa, e resta un libro piuttosto interessante. No, non cito Guerra e Pace a caso: anche Kobane Calling è un libro che punta a contenere il mondo e le sue contraddizioni in una storia di esseri umani. Non è un diligente tema d’attualità per avere un nove alla maturità, nonostante le spiegazioni divulgative, nonostante la mira perfetta sullo Zeitgeist di una generazione. Kobane Calling è prima di tutto un libro di una immensa umanità e di uno straordinario pudore, e lo è attraverso un equilibrismo letterario geniale: l’autobiografia totalmente personale e quindi non egocentrica. Ammettendo di non poter vivere fuori da Rebibbia (non Roma: Rebibbia), il protagonista non pretende di parlare a nome di una combattente curda. Mettendo in chiaro la differenza tra dati e aneddoti, Zerocalcare è di un’onestà limpida. Dichiarando di puntare al cuore, Kobane Calling ti paralizza e fa centro.

Nessuno esca piangendo di Marta Verna (UTET)
Di nuovo: prendi il Tema Importante, aggiungi gli esseri umani veri, ottieni un’esplosione autentica. Potrebbe essere un disastro, la storia di un’oncologa pediatrica che va in crisi perché non riesce a concepire un figlio con suo marito. Ma Marta Verna ce la fa. Marta Verna racconta la sua vita come una vita, non come un apologo: aperta, disordinata, dolce, soprattutto contraddittoria. Riesce a mostrare il dolore di una persona, tenere il distacco clinico di una professionista, condividere la passione di una dottoressa che va in reparto ogni giorno. E se vi sembra poco realistico, sappiate che la storia dell’orsacchiotto con il catetere venoso centrale mi ha fatto fare pace con la mia cicatrice di quell’aggeggio. Fidatevi: è tutto vero.
[disclaimer: abbiamo ricevuto una copia gratis. detto questo, ho il privilegio di non dover recensire i libri che non mi interessano.]

Federica Guglietta

Consigli dalla santa equilibrista dei nostri social media!

A pietre rovesciate di Mauro Tetti (Tunué)
Un racconto solenne e antico, in cui vecchio e nuovo insieme a un passato remotissimo, un presente indefinito e un futuro più che mai immaginato si mescolano in una danza sconosciuta e incalzante, in un ritmo che sa di nocche che tamburellano tempie di un’anziana donna che non ama parlare, ma racconta storie.

Il paradiso degli animali di David James Poissant (NN Editore)
D.J. Poissant ci racconta un’America popolata di esistenze e di storie che sconvolgono fino a far male. Storie di fallimenti e delusioni, dissapori e false partenze che si stagliano contro le strade sempre dritte e periferiche che si perdono a vista d’occhio nell’orizzonte, costellate di motel, market e polvere che brucia sotto al sole.

Il silenzio del lottatore di Rossella Milone (minimum fax)
Con una precisione quasi chirurgica, Rossella Milone penetra nella vita delle protagoniste, mettendo in luce le loro fragilità e le loro contraddizioni. La narrazione è lenta, le descrizioni vivide e accurate. Ogni personaggio ha un qualcosa che lo caratterizza, che riesce a descriverlo senza che ci sia bisogno di aprire bocca.

Chiara Spinelli

Consigli dalla delizia del nostro Tumblr: graphic novel edition!

Patience di Daniel Clowes (Bao Publishing)
Se volete quella mind-blowing. Un bel volumettone corposo che merita anche solo per l’edizione curatissima con la copertina rigida super colorata. Fantascienza, amore, Daniel Clowes. C-A-P-O-L-A-V-O-R-O

L’estate scorsa di Paolo Cattaneo (Canicola Edizioni)
Se volete quella malinconica. “Stand By Me” vibes, il disagio di quell’età lì e FEELS. Il fatto che sia ambientata negli anni novanta rende il tutto ancora più bello.

Londra in Nero a cura di Oscar Zarate (Magic Press Edizioni)
Se volete quella dark. Una raccolta di storie decisamente cupe su Londra. Spoiler: non parla di Brexit, giuro. Non vorrete passare un’estate troppo spensierata, vero?

Come quando eravamo piccoli di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing)
Se volete quella sulla fiducia. Non l’ho ancora letta ma si trova in cima alla mia wishlist, me l’ha consigliata una persona che si nutre di graphic novel e quindi mi voglio fidare.

Buona lettura.

Se siete a Londra il prossimo finesettimana, considerate di passare da qui. Domenica parlo anche io.